consulenza genetica forense
consulenza genetica prenatale
consulenza psicologica
consulenza genetica postnatale
consulenza diagnosi prenatale
consulenza infertilità di coppia
consulenza poliabortività
consulenza preconcezionale
consulenza genetiche in oncologia
consulenza malattie genetiche ereditarie
consulenza di ufficio accertamento paternità
consulenza di ufficio indagine paternità
consulenza medico-legale
consulenza psichiatrica
consulenza balistica
perizie genetica forense
perizie forensi su tracce biologiche
perizie su dna mitocondriale
analisi del DNA da tracce biologiche
analisi del DNA mitocrondriale
analisi scena del crimine
ricostruzione albero genealogico
ricostruzione scena del crimine
consulente in genetica forense
consulente in genetica prenatale
consulente in genetica postnatale
consulente in infertilità di coppia
consulente in poliabortività
consulente in abortività ripetuta
consulente in diagnosi prenatale
consulente in diagnosi preimpianto
consulente in diagnosi preconcepimento
consulente in genetica oncologica
consulente in ambito medico-legale
consulente in ambito psicologico
consulente in ambito psichiatrico
consulente in ambito balistico
perito genetica forense

Uccisa sull'Ardeatina.



Intervista alla Dott.ssa Baldi sulle possibilità di rinvenire tracce biologiche nel caso dell'ardeatina.

Investigatori ed esperti della Scientifica a caccia del killer. Il cannibale di Rotenburg 10 anni fa colpì nello stesso giorno. La genetista Baldi: "Niente Dna se i capelli sul corpo sono senza bulbo". Investigatori ed esperti della polizia Scientifica insieme. Nasce il pool antimostro.

Il dirigente della Squadra mobile Vittorio Rizzi ha deciso di concentrare le forze migliori sul killer che ha scempiato il cadavere di una donna tra i 20 e i 40 anni, trovata la mattina dell'8 marzo in un campo sull'Ardeatina: senza testa, gambe e gli organi interni. Per fare luce sul buio fitto che avvolge l'orrore ha messo assieme poliziotti e colleghi della sezione scientifica.

D'ora in poi dovranno lavorare solo per smascherare il mostro. E in coincidenza con il cambio di livello delle indagini è calato anche il silenzio, voluto soprattutto dal sostituto procuratore Francesco Caporale che coordina l'inchiesta. Prima mossa: nessuna immagine degli abiti e oggetti che la donna aveva indosso. La lista è breve: un giubbotto nero e una maglia con una scritta, l'accendino che aveva in tasca, l'anello di metallo a fascetta alla mano destra che stasera avrebbero arredato la scena di «Chi l'ha visto?» su RaiTre.

Una chiusura insolita, soprattutto in una vicenda in cui non si sa neppure chi è la vittima: qualcuno invece potrebbe riconoscere quegli oggetti. Sul tavolo quindi restano gli interrogativi. In primis quelli scientifici ai quali potranno dare risposta i test di laboratorio sul materiale trovato: sotto le unghie della poveretta, il sangue sulle mani, il tampone per rilevare la presenza di eventuali liquidi biologici dell'assassino, i frammenti di pelle e i cappelli rinvenuti sul tronco durante l'autopsia.

Ma anche qui si corre il rischio di sapere poco o niente. Lo spiega la direttrice del Consultorio di genetica, Marina Baldi, già perito i alcuni casi giudiziari (gli ultimi, l'omicidio Filo della Torre e lo stupratore seriale Bianchin. «Se le tracce non appartengono alla vittima - spiega - può essere ricavato il Dna estraneo, conoscere cioè il profilo genetico della persona, se è uomo o donna. Se però i capelli sono privi del bulbo - aggiunge - non è possibile ricavare il Dna, il frammento può essere usato per eseguire test tossicologici, per stabilire cioè se la donna ha assunto droghe, tranquillanti o altre sostanze». Poi i quesiti tecnici. Quel giorno il killer aveva con sé un cellulare? Invece alle domande sull'identità della vittima si spera arrivi risposta dalla denunce di scomparsa presentate in Italia e anche all'estero. E in ultimo, le tante supposizioni sul mostro. Gli investigatori stanno accertando se la macabra accuratezza del delitto rimanda ad altri casi Dieci anni prima, il 9 marzo del 2001, il cosiddetto «cannibale di Rotenburg» aveva compiuto un massacro simile in Germania. E nel calderone finisce pure l'ipotesi remota ch possa trattarsi di una corriera della droga, una ovulatrice, mutilata ed eviscerata per recuperare il carico: anche e non spiegherebbe il taglio di testa e gambe.


Fabio Di Chio

Visualizza file