"L'obesita' aumenta di 1,2 volte il rischio di soffrire di artrite reumatoide.

Si tratta di un fattore di rischio importante, ma ancora sottovalutato". Lo ha

spiegato Sean Sullivan, presidente e Ceo dell'Institute of Health and

Productivity Management (Ihpm), in un simposio a Berlino sulla comprensione

dell'impatto delle malattie reumatiche su pazienti, lavoratori ed economie, in

vista di Eular 2012, il congresso annuale della Lega europa contro le malattie

reumatiche. "Secondo le ultime stime l'obesita' passera' dal 2005 al 2015 da 400

a 700 milioni di persone colpite nel mondo, con un +75% che non tiene conto del

'semplice' sovrappeso'. Questo - dice Sullivan - puo' dare un'idea del problema

legato alle altre patologie favorite dall'obesita', che possono incidere

pesantemente sulla produttivita' dei lavoratori". "Nel caso dell'artire

reumatoide - evidenzia Klaus Kruger, reumatologo di Monaco (Germania) - e'

fondamentale puntare su un trattamento personalizzato, che tenga conto anche

delle preferenze del paziente. Cruciale anche la collaborazione tra diversi

specialisti, considerato il problema delle comorbidita': il 30-50% dei malatti

di artrite reumatoide muore a causa di eventi cardiovascolari". Infine occorre

intervenire sulla comunicazione medico-paziente: "Le visite oggi sono troppo

brevi, e questo rappresenta un'insidia importante in vista della gestione piu'

corretta e dell'offerta del miglior trattamento possibile", dice Kruger. (www.sanitanews.it